alessandrocomandini
Umido 2017

Ci nutriamo come macchine, generazione di bulimici, anoressici, ortoressici. Facciamo il pieno di micro-nutrienti e macro-elementi, chiamiamo spaghetti e maccheroni carboidrati, riduciamo la verdura a fibre insolubili e polifenoli, la frutta ad antiossidanti e sali minerali. Classifichiamo il cibo prima di ingerirlo e, coerentemente, differenziamo gli scarti in base alla composizione: la plastica e il vetro da una parte, l’indifferenziato al centro, la carta a parte e l’organico, che chiamiamo umido, nel secchiello marrone. Io vivo in campagna, e l’umido sono bucce di pesca e melone che ancora profumano, foglie d’insalata croccante, pomodori e gambi di cavolfiore, che raccolgo in un secchio e restituisco alla terra.
Queste foto raccontano il mio umido, la mia terra.

We feed ourself as machineries; we are a bulimic, anorexic, orthorexic generation. We fuel ourself with micro-nutrients, macro-elements, we call the spaghetti "carbs", we talk about veggies as "insoluble fibers and polyphenols", fruit as "antioxidants and mineral salts". We classify the food, before ingesting it and then we differentiate the trash based on its composition: plastic and glass in the blue bag, undifferentiated waste in the black one and the organic waste, the so called "Umido", in the brown bag.
I live in the countryside and the organic waste to me are peaches and watermelons' peels that still smell good, they are salad crunchy leaves, tomatoes and cauliflower stalk, that I put in a bucket and the give back to the soil.
These pictures talk about my "Umido", my world.
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