alessandrocomandini
Vote.me, ovvero Fantasmi Elettorali

In Italia, per anni il panorama politico è rimasto immutato, al punto da indurci a pensare che certi personaggi fossero “immortali”.
Poi, improvvisamente venne Mani Pulite, che aprì una crepa e, pezzo dopo pezzo, l'intonaco venne via, mettendo a nudo il sistema. Sembrava tutto finito, invece la politica reagì immediatamente, cambiando pelle, proponendo volti e partiti nuovi ma rimanendo, nella sostanza, la stessa.
Vote.me vuole rappresentare questo cambio pelle, questa stratificazione, questo processo di continuo adattamento.
Per farlo, ho fotografato i pannelli che vengono montati nelle strade, in occasione di ogni tornata elettorale, prima che venissero nuovamente riutilizzati. I pannelli sono sempre, in gran parte, gli stessi, e portano sulla superficie le tracce delle passate elezioni, gli slogan, le promesse, i volti. Frammenti di occhi e sorrisi ormai sbiaditi che, nonostante tutto, sopravvivono a se stessi e continuano a cercarci.
La sovrapposizione forzata e casuale rielabora e mescola suggestioni lontane, elezioni politiche nazionali, elezioni comunali, referendum e genera “volti nuovi”. Fantasmi elettorali, che riappaiono in un collage temporale, stratificati come reperti di epoche lontane.
Questo è, in fondo, un progetto di archeologia politica che, senza bisogno di scavare, porta alla luce volti e confonde le identità, in un gioco di rimandi e non detti e che rappresenta sorprendentemente bene l'attuale momento politico, caratterizzato da improvvisazione, opportunismo e un populismo guidato da personalità senza volto.

Vote.me, i.e. electoral phantom
For many years, in Italy, the political landscape remained unchanged. Suddenly the so called “Mani Pulite” investigation created an earthquake in the system, but the politicians reacted, changed their skin, their faces, the parties’ name, but, in essence, everything remained the same.
Vote.me would like to represent this change of skin, this stratification, this adaptation.
To do this, I took pictures of the panel that are set up in the street before any electoral consultation, before they were used again. On their surface, were visible still traces of the past elections, past candidates, fragments of their faces. This casual overlap generate “new” faces, Electoral Phantoms, that re-appear in a timeless collage.
This is a project of political archeology, that without digging, brings to light faces and confounds identities in a way that represents pretty well the current political moment, made of improvisation, opportunism and populism.

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