alessandrocomandini
“Spacciatori di libri” è un progetto nato in collaborazione con Rosario Esposito La Rossa e Nadia Biscossi. Rosario non ha bisogno di presentazioni: scrittore, editore, autore teatrale, ha aperto “la Scugnizzeria”, un luogo unico e bello, posto al confine tra Melito e Scampia. E’ qui che sono stato invitato ad andare per realizzare le foto che illustreranno il calendario 2019 degli “Spacciatori di Libri”.

Nel corso di una giornata densa di stimoli, di umanità, di conoscenza e condivisione, ho incontrato le persone che, insieme a Rosario, tengono viva “la Scugnizzeria” (libreria, centro di aggregazione culturale, teatro, laboratorio artigianale, ospedale dei libri e tanto altro).
Da lì, Napoli sembra lontana.

Per ogni persona ho realizzato un ritratto che racconta, con un pizzico di ironia, il ruolo svolto nell’associazione e la personalità di ciascuno. Ho cercato in ogni modo di schivare il ricorso alla retorica e agli artifizi stilistici.
Il risultato sono fotografie dal taglio geometrico, ordinato, lineare. Una semplicità, questa sì, ricercata, per dare risalto ai protagonisti ed al loro ruolo.
Nelle inquadrature compaiono spesso “vie di fuga” (e la cultura è una splendida via di fuga!), simboli, parole che contestualizzano il ritratto e sintetizzano, come un hastag, il ruolo delle persone.
In questo lavoro non troverete alcuna spettacolarizzazione del territorio o del degrado che, una certa narrativa, ha appiccicato addosso a questi luoghi, ma una vena ironica e un rigore formale che raccontano, tra le righe, l’impronta, la serietà e l’importanza del progetto che Rosario sta portando avanti sul campo.

La libreria (“lo spaccio”, parola bellissima e popolare, nel suo significato originale), così come il quartiere, le strade sono quelle di Scampia e Melito, ma potrebbero essere quelle di una qualunque periferia, di una qualunque città dove si aggirano gli “spacciatori di libri”.

Ho scelto di raccontare queste persone e la loro attività in bianco e nero, una modalità espressiva che solletica l’empatia e la parte emotiva di noi, prima ancora che la razionalità. O, forse, perché so fotografare soltanto così.

12 di queste fotografie sono diventate un calendario, il Calendario degli "Spacciatori di Libri".
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